Incentivi auto elettriche, la Norvegia tra incentivi e tasse

Un successo che pone anche qualche problema

La Norvegia è considerata un vero e proprio paradiso per le auto elettriche. Nel Paese nordico, infatti, addirittura un terzo delle auto immatricolate si giova dell'energia elettrica, avvicinando quindi il fatidico obiettivo del 2025, quando la totalità del parco auto dovrà essere stato convertito in tal senso. Una situazione che crea un piccolo paradosso. Considerando che la Norvegia è anche il maggiore produttore di petrolio a livello continentale, ma anche un notevole problema, in quanto mancano le stazioni di ricarica in grado di reggere all'impatto con le auto ecologiche già circolanti.

Anche le istituzioni devono fare i conti con una realtà double face. Tanto che le stesse associazioni che promuovono la diffusione delle auto elettriche sono recentemente scese in campo per consigliare ai cittadini di acquistarle solo avendo la sicurezza di poter contare su una stazione di ricarica nelle adiacenze della propria abitazione.

Fattori che hanno favorito lo sviluppo

A favorire questo sviluppo sono stati anche i notevoli incentivi promossi a livello statale. Questi hanno spinto un gran numero di automobilisti a convertirsi all'ecologia. In Norvegia, infatti, sarebbero addirittura più di 215 i modelli elettrici ogni 10mila abitanti. Questo è un livello notevolmente più alto rispetto ad esempio a Stati Uniti (poco più di 17) e Paesi Bassi (quasi 78). I dati in questione sono stati resi noti dal Financial Times, ufficializzando il grande gradimento dei norvegesi per l'auto elettrica.

Ora, però, sembra che l'atteggiamento del governo si appresti a mutare. Se infatti gli incentivi auto elettriche sono destinati a rimanere generosi, l'esecutivo di centrodestra sarebbe orientato ad applicare una nuova tassa. Questo per colpire le auto elettriche che vanno a superare le due tonnellate di peso. Un provvedimento che andrebbe a colpire in particolare i possessori delle Tesla, che sono i modelli ecologici più pesanti attualmente in commercio. Basti pensare che in base alle simulazioni effettuate, l'aggravio di prezzo su una Model X si situerebbe intorno a 7.500 euro.

La ratio di questo provvedimento è stata spiegata da Vidar Helgesen, Ministro dell'Ambiente, secondo il quale la nuova tassa andrebbe a colpire due obiettivi: da una parte colpire i possessori di auto elettriche di lusso, che sarebbero trattati alla stregua di coloro che conducono auto tradizionali, dall'altra non concedere troppi vantaggi ai marchi produttori di modelli elettrici. Va infatti ricordato che gli incentivi auto elettriche, sotto forma di sconti in fase di acquisto, possibilità di accedere senza alcun costo nelle cosiddette "strisce blu" e di godere delle corsie solitamente riservate al trasporto pubblico, erano stati predisposti con il preciso intento di aiutare la nascita di costruttori locali di piccole auto e non la commercializzazione di quelle di grande cilindrata.

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